Territorio, cambiamenti climatici, alluvioni La scheda progetto


Obiettivi

Avviare attività pilota di adattamento al cambiamento climatico attraverso il trattenimento delle acque pluviali in territori di montagna e collina e la conseguente salvaguardia delle aree di pianura da fenomeni alluvionali

Contesto e stato dell’arte

Cambiamenti climatici, urbanizzazione, impermealizzazione dei territori, abbandono delle aree montane: sono tutti elementi che hanno portato a un cambiamento strutturale delle dinamiche metereologiche e idrauliche. Nel contesto vicentino, queste dinamiche sono diventate evidenti dal 2010 in poi. Alle frane e agli smottamenti, infatti, si è affiancata una devastante alluvione che ha colpito il capoluogo (Vicenza) e tanti comuni contermini, causando la morte di due persone e danni per decine di milioni di euro. Da quell’avvenimento calamitoso, altre volte le comunità locali si sono ritrovate a fronteggiare situazioni di emergenza, con fiumi in piena che hanno minacciato città e borghi. Il territorio ha dimostrato di aver superato la soglia di sicurezza e di non essere più in grado di assorbire tutta l’acqua che cade ogni anno sulla Pedemontana, dove si registrano i più alti tassi di piovosità e dove, negli ultimi anni, si sono ripetuti eventi piovosi eccezionali, con grandi quantità d’acqua cadute in poche ore.

La crescente urbanizzazione del territorio – che, dalla seconda metà del Novecento in poi ha fatto perdere all’Italia territorio agricolo e boschivo per una superficie pari a quella di Lombardia, Piemonte e Liguria – ha reso vaste aree impermeabili all’acqua, con crescenti problemi legati alla ricarica delle falda acquifere e alle risorgive.

Si tratta di problematiche che non trovano soluzione efficace nella realizzazione di un’unica grande opera, ma che vanno affrontate attraverso l’attivazione delle comunità locali e con azioni dal basso. In particolare, è fondamentale trattenere le acque piovane laddove le precipitazioni sono più intense, ovvero nelle aree montane e pedemontane, per garantire sicurezza idraulica alla pianura e aumentare la possibilità di infiltrazione delle stesse nel terreno e nelle falde sotterranee.

Il progetto qui presentato nasce dalle premesse appena elencate e dall’esperienza maturata nel territorio del vicentino dai soggetti che, in questi anni, hanno animato altri progetti Life sul tema della risorsa idrica.

Azioni

AZIONE 1. LA COMUNITA’ LOCALE

Per contrastare l’antropizzazione del territorio e diffondere pratiche virtuose che possano garantire un maggior grado d’infiltrazione delle acque piovane nel terreno è fondamentale coinvolgere l’intera comunità locale, dal singolo cittadino fino agli enti territoriali, passando per imprese e aziende agricole. Questa azione si svilupperà attraverso:

  • interventi dimostrativi presso edifici pubblici volti a favorire l’infiltrazione di acque piovane da grondaie e superfici impermealizzate;

  • adeguamento dei regolamenti comunali per incentivare interventi finalizzati all’infiltrazione di acque piovane da edifici abitativi e produttivi.

Obiettivo dell’azione non è soltanto quello di diffondere maggiore consapevolezza sulle buone pratiche che ognuno può attivare per contribuire ad affrontare il cambiamento climatico, ma anche dimostrare che micro interventi possono, attraverso la loro diffusione, contribuire alla messa in sicurezza del territorio.

AZIONE 2. I TERRENI AGRICOLI E FORESTALI

I terreni agricoli e i boschi rappresentano un nodo centrale per la messa in sicurezza del territorio e l’adattamento al cambiamento climatico. Questa azione intende sviluppare iniziative e strumenti che mettano i soggetti proprietari dei terreni nelle condizioni di ritenere vantaggiosa la manutenzione e la cura dei boschi e una gestione virtuosa degli appezzamenti coltivati. Questa azione si svilupperà attraverso:

  • la creazione di una filiera di uso del legno locale che, a partire dalle esperienze già esistenti in Europa e nello stesso territorio Altovicentino, faciliti la diffusione dell’uso delle biomasse a fini energetici creando a valle una domanda certa e continuativa e a monte gli strumenti – tecnici ed economici – per rendere redditizia la manutenzione del bosco;

  • la diffusione di una migliore gestione degli appezzamenti agricoli e delle loro capacità d’invaso e di trattenimento delle acque, attraverso lo studio e la messa in pratica di interventi pilota per la reintroduzione dell’irrigazione a scorrimento, la realizzazione di micro-bacini aziendali finalizzati alla conservazione e gestione della risorsa idrica, la realizzazione di filari alberati e siepi per una migliore permeabilità del terreno; questi strumenti saranno realizzati anche al fine di sollecitare una ridefinizione delle aziende agricole del territorio finalizzata a renderle sempre più soggetti polifunzionali del territorio e con capacità nei campi della proposta turistica ed eno-gastronomica;

  • la realizzazione di interventi di formazione mirati a questi stakeholders, considerati centrali nella proposta progettuale.

Questa azione, inoltre, intende favorire l’accesso dei soggetti del territorio a opportunità di finanziamento comunitario come il Piano di Sviluppo Rurale (PSR).

AZIONE 3. CORSI D’ACQUA, TRATTENIMENTO E INFILTRAZIONE DELL’ACQUA PIOVANA DELLA VALLEOGRA

Come detto in premessa, per mettere in sicurezza la pianura vicentina è necessario intervenire alla fonte, ovvero laddove le precipitazioni sono maggiori e contribuiscono in maniera determinante alle ondate di piena del bacino idrico. Questa azione intende realizzare un intervento pilota che possa dimostrare l’efficacia di micro-bacini di raccolta dell’acqua in aree montane e pedementane nel ridurre il rischio idrogeologico . I micro-bacini non dovranno avere una sola funzione di trattenimento delle acque, ma saranno strumenti capaci di avere un beneficio anche nei territori interessati dalla loro realizzazione. Alcune ipotesi sulle quali lavoreremo sono:

  • la messa a disposizione delle acque trattenute al sistema agricolo dell’Altovicentino;

  • la realizzazione di bio-piscine, laghetti per la pesca sportiva o altre attività a carattere ricreativo;

  • l’incremento della biodiversità attraverso la qualificazione vegetazionale delle sponde dei bacini (i bacini come riserve di diversità vegetale ed animale);

  • l’uso della risorsa idrica per la generazione di energia elettrica;

  • la realizzazione di un progetto pilota che, a partire dal bacino, metta in funzione due differenti sistemi d’irrigazione, uno a pioggia e uno a scorrimento, per poter valutare compiutamente il ciclo dell’acqua.

Queste ipotesi saranno approfondite nella fase progettuale.

Inoltre, è fondamentale ridare spazio vitale ai corsi d’acqua. Il progetto intende avviare una fase di studio e approfondimento morfologico, idraulico, climatico dei territori dell’Altovicentino con l’obiettivo di approfondire il rapporto tra corso d’acqua e territorio e realizzare un’intervento pilota di allargamento e rinaturalizzazione dell’alveo di un torrente.

Infine, saranno previste azioni di monitoraggio, comunicazione e divulgazione delle attività progettuali.