La vision strategica

2.1 Santorso verso il Patto dei Sindaci

Il percorso dell’amministrazione comunale di Santorso verso l’adesione al Patto dei Sindaci non è stato casuale. Da alcuni anni, infatti, il Comune ha attivato una serie di interventi e scelte politiche volte a introdurre elementi di efficientamento energetico, risparmio, tutela ambientale: tutto ciò ha fatto da premessa alla scelta di sottoscrivere ufficialmente il Patto, dando così una cornice europea a un impegno già sentito dalla comunità locale.

In questa sede, appare utile ricordare alcune progettualità particolarmente significative. Innanzitutto, il progetto “Cambieresti?” (acronimo di Consumi Ambiente Risparmio Energetico Stili di vita) promosso nel 2009 dal Comune di Santorso e dal Laboratorio Provinciale di Educazione Ambientale e rivolto alle famiglie del territorio con l’obiettivo di accompagnarle nella sperimentazione di stili di vita e consumo sostenibili, attraverso un percorso di conoscenza e risparmio delle risorse locali. Le famiglie che hanno aderito si sono incontrate una volta al mese per un anno, anche insieme a esperti, con l’obiettivo di modificare il proprio stile di vita con piccoli accorgimenti nella dimensione quotidiana: risparmio energetico ed idrico, acquisto di prodotti locali, biologici e del commercio equo, riduzione dei rifiuti domestici, recupero di saperi e usi tradizionali, autoproduzioni, spesa collettiva attraverso gruppi di acquisto.

Un ruolo importante lo ricopre da sempre il Consiglio Comunale dei Ragazzi (formato dagli studenti della scuola media) che, con la collaborazione dell’Ufficio Politiche Giovanili comunale e di alcuni docenti delle materie scientifiche, hanno realizzato nel corso degli anni diverse iniziative su queste tematiche e indicando all’amministrazione l’attenzione delle nuove generazioni verso il tema della sostenibilità ambientale.

Va ricordato, inoltre, che Santorso è, insieme al Comune di Schio, ente capofila del Laboratorio Provinciale di Educazione Ambientale. L’educazione ambientale, infatti, ha un ruolo fondamentale nella crescita dell’attenzione al mondo che ci circonda e, proprio per questo, la Conferenza Stato-Regioni, già nel 2000, ha approvato delle Linee di indirizzo per una nuova programmazione concertata in materia di informazione, formazione ed educazione ambientale (IN.F.E.A.). In questo ambito, la Giunta Regionale del Veneto nel 2002 ha approvato il Documento di Programmazione IN.F.E.A. della Regione Veneto individuando l’ARPAV quale Centro Regionale di Coordinamento IN.F.E.A. I Laboratori Territoriali – tra cui quello vicentino – hanno assunto il duplice ruolo di collettore e diffusore di tutte le iniziative di educazione ambientale nei rispettivi territori1.

In questa veste, il Comune di Santorso ha partecipato dal 2009 al 2013 al progetto internazionale “Sheep (A Schools’ panel for High Energy Efficient Products, www.aplusplus.eu) cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Intelligent Energy Europe (IEE/09/912/SI2.558315 SHEEP). Il progetto, coordinato dall’I.t.i.s. Rossi di Vicenza e comprendente partners da Italia, Grecia, Germania, Bulgaria e Romania, ha approfondito il ruolo delle etichette energetiche degli elettrodomestici (Ecolabel) fornendo ai consumatori – in particolare attraverso il coinvolgimento degli studenti – strumenti per poterne comprendere il significato.

In questo contesto consolidato, il Consiglio Comunale ha ritenuto opportuno intervenire con un proprio atto d’indirizzo2 – approvato all’unanimità – intitolato “Verso una comunità integrata e sostenibile”. Nella consapevolezza che un percorso di questo genere è fortemente limitato se resta nei confini comunali di Santorso e che il territorio altovicentino è lo spazio ideale per costruire e identificare una prospettiva sostenibile, l’amministrazione si è fatta promotrice del Manifesto dei Sindaci dell’Altovicentino per la costruzione di una greencommunity sottoscritto dai sindaci di Schio, S. Vito di Leguzzano, Monte di Malo, Valli del Pasubio e Torrebelvicino3.

L’impegno dell’amministrazione si è concretizzato anche e soprattutto sul versante culturale. Il Comune di Santorso, infatti, si è fatto promotore della rassegna “Il Comune per i Beni Comuni”, un percorso di approfondimento sul tema dei beni comuni che, a partire dal 2012, ha visto un susseguirsi di incontri pubblici che hanno approfondito diversi nodi tematici. Tra gli ospiti che si sono alternati nelle serate, ricordiamo studiosi ed esperti come Alberto Lucarelli, Paolo Cacciari, Amedeo Sandri, Piergiorgio Casara, Alessio Ciacci, Ezio Orzes, Luca Martinelli, Lorenzo Altissimo, Ilvo Diamanti, Carlo Petrini, Andrea Baranes, Serge Latouche e altri4.

Questi incontri hanno avuto il pregio di coinvolgere centinaia di persone, con un risultato di disseminazione importante che, d’altra parte, ha evidenziato la sensibilità territoriale su questi temi. Ma la rassegna culturale – pur importante e, per questo, tutt’ora in corso – ha anche messo in luce un forte limite, quello di non potere – per la sua stessa natura – sedimendare percorsi e spazi di partecipazione capaci di passare dalla discussione alla pratica.

Da questa constatazione è nata la Scuola dei Beni Comuni, un’opportunità di approfondimento e conoscenza di alcuni strumenti, ma anche di confronto e partecipazione, rivolta a quanti, sul tema dei beni comuni, hanno già una sensibilità specifica e cercano occasioni per provare a praticare concretamente azioni che vanno in questa direzione5.

E’ con questo retroterra che l’amministrazione comunale ha elaborato la propria vision di lungo periono, riconoscendo nella sostenibilità un asse fondamentale per il benessere della comunità locale.

2.2 Santorso 2020: sostenibilità, solidarietà, benessere

La crisi che, a partire adl 2008, ha investito l’economia internazionale, ha avuto ricadute importanti anche in Italia e nel tessuto socio-economico locale.

Il sistema produttivo altovicentino, grazie alle sue caratteristiche particolari e alle radici storiche nelle quali si fonda la tradizione manifatturiera locale, ha saputo resistere meglio ai fattori di crisi che hanno investito l’economia del nord est, ma le difficoltà non sono mancate e, in particolare negli ultimi anni, le aziende – e in particolare quelle medio piccole a vocazione artigianale – sono entrate in una fase di forte pressione dovuta alla diminuzione delle commesse e all’impossibilità di programmare la produzione sul lungo periodo. «E’ opinione diffusa – hanno scritto alcuni ricercatori – che questo andamento rifletta alcuni problemi strutturali, resi più pressanti dai forti cambiamenti che hanno caratterizzato l’economia italiana e mondiale negli ultimi vent’anni»6.

Contemporaneamente, le possibilità di spesa e investimento della Pubblica Amministrazione si sono notevolmente compresse, non solo in seguito alle difficoltà economiche, ma anche in virtù di una serie di provvedimenti del Governo nazionale volti a una razionalizzazione e progressiva diminuzione della spesa pubblica. Questi interventi, in particolare, hanno messo in seria difficotà gli enti locali che non soltanto hanno dovuto interrompere i propri investimenti, ma spesso si sono trovati costretti a diminuire le risorse destinate a servizi essenziali e di prima necessità.

Questa particolare congiuntura ha prodotto delle profonde riflessioni sul ruolo stesso dell’ente locale e sulla sua capacità di garantire benessere alla comunità locale. Quel che è risultato evidente è che il sistema costruito a partire dal secondo conflitto mondiale si è avvitato su se stesso, attraverso una dinamica recessiva che non appare avere sbocchi.

Se l’ente locale non ha più possibilità di investire sul territorio, dando impulso all’economia attraverso i lavori pubblici, il sostegno sociale e i servizi all’impresa, è evidente che il suo ruolo di governo del territorio rischia di essere compromesso. E’ necessario, dunque, immaginare il nuovo ruolo del Municipio come soggetto centrale del governo del territorio; promozione, coordinamento, governance, capacità di stimolare relazioni e di distillare valore aggiunto dalle eccellenze del territorio appaiono come i nodi focali intorno ai quali immaginare il futuro di questi presidi di democrazia.

E’ a partire da queste considerazioni che l’asse della sostenibilità ambientale e sociale appare un’occasione. Non soltanto perché esso è un nodo ormai non rinviabile nell’ambito delle dinamiche di cambiamento climatico globali, ma anche perché nella riduzione dell’impronta ecologica delle attività umane e nella sobrietà degli stili di vita sta la possibilità di immaginare un nuovo modello di qualità della vita, benessere ed equità sociale.

Non è un caso se il Comune di Santorso è stato tra gli enti che ha dato la propria adesione alla Terza Conferenza Internazionale sulla Decrescita, per la Sostenibilità Ecologica e l’Equità Sociale: a essere in discussione, infatti, è la ricerca di un nuovo spazio di comunità, nel quale l’ente locale sappia essere il soggetto promotore di dimaniche sociali di progettazione e gestione partecipata.

E’ all’interno di questa cornice concettuale che l’amministrazione comunale intende promuovere le azioni per abbattere le emissioni. Energie rinnovabili, efficientamento, mobilità alternativa, consumi responsabili, produzioni efficienti e sostenibili: stiamo parlando di ingredienti – e non di fini – con i quali costruire una comunità integrata e sostenibile.

In questo senso, va detto che l’energia, per il ruolo che ha assunto nella nostra vita quotidiana, ma anche per i plurali significati impliciti che riassume, può essere considatata il nodo focale intorno al quale immaginare una comunità integrata e sostenibile. La sua produzione, il suo consumo, il suo risparmio, i suoi eventuali scarti di produzione, le modalità con le quali viene impiegata, il governo stesso della sua distribuzione: sono questi, tutti temi intorno ai quali costruire progettualità concrete.

La rete energetica che immaginiamo è policentrica, fondata su una pluralità di strutture produttive in sinergia tra loro; in questo contesto, le comunità locali possono giocare un ruolo centrale nel costruire, con processi di partecipazione e inclusione, la propria indipendenza energetica che, sul piano generale, rappresenterebbe un contributo importante sia sul piano dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale sia su quello della sicurezza delle forniture, mentre sul piano locale aprirebbe la prospettiva a nuove forme di cogestione partecipata, opportunità di lavoro, occasioni di cooperazione.

Il tema dell’efficientamento delle strutture, evidentemente, viaggia parallelo. Se l’energia diventa un bene fondamentale della comunità e dei singoli individui, il suo risparmio è un valore inestimabile. Ecco perché, insieme alla promozione della produzione delle energie rinnovabili, vanno costruite pratiche diffuse di efficentamento energetico delle strutture, degli elettrodomestici e degli impianti produttivi: solo un equilibrio tra misure per la promozione delle energie da fonti rinnovabili e di strumenti per il miglioramento delle prestazioni energetiche, infatti, può portare a una radicale diminuzione nell’utilizzo di energie inquinanti.

Va da sé, per le riflessioni fatte fin ora, che entrambe le prospettive vanno cercate attraverso la progettazione partecipata e il coinvolgimento attivo della cittadinanza. Solo con questa prospettiva, infatti, il Piano per l’Energia Sostenibile del Comune di Santorso sarà in grado di promuovere cambiamenti indelebili e strutturali, capaci di dare a questo territorio un nuovo modello di benessere.

1 Il Laboratorio Provinciale di Educazione Ambientale si occupa in particolare di: occupandosi di promuovere, progettare, realizzare interventi educativi in ambito provinciale; assicurare la massima diffusione di informazione e documentazione; rappresentare il punto di riferimento provinciale del Centro Regionale di Coordinamento; assicurare l’implementazione delle banche dati del sistema informativo per l’educazione ambientale predisposte dal Centro di Coordinamento Regionale per l’educazione ambientale relativamente alle iniziative realizzate a livello provinciale; assicurare la formazione di personale adeguato secondo le indicazioni del Centro Regionale di Coordinamento.

2 Delibera del Consiglio Comunale 5/2012. La delibera, in particolare: indica come strategica e prioritaria una politica volta all’efficientamento e al risparmio energetico, alla realizzazione di strumenti di produzione energetica da fonti rinnovabili e sostenibili, alla ricerca di forme e strumenti per ridurre e azzerare l’impronta ecologica delle attività umane; impegna la Giunta comunale a mettere in atto tutte le misure necessarie volte al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalle direttive dell’Unione Europea, dalle normative e dagli atti di indirizzo del Governo Italiano e della Regione Veneto; impegna la Giunta comunale a mettere in atto tutte le misure necessarie volte ad attivare sinergie, gemellaggi e accordi di programma con altri enti, associazioni di categoria, rappresentanze sindacali, associazioni e gruppi informali di cittadini finalizzate a conseguire gli obiettivi sopraindicati, anche attraverso la partecipazione a bandi e opportunità di finanziamento statali e comunitarie o private; impegna la Giunta Comunale a individuare le forme e gli strumenti più opportuni per redarre, entro 18 mesi dall’approvazione dell’attuale atto di indirizzo, un piano programmatico generale per fare di Santorso un territorio all’avanguardia nelle politiche di riduzione dell’impronta ecologica delle attività produttive e domestiche, a partire dall’efficientamento e dalla trasformazione in edifici passivi degli stabili comunali; tale piano programmatico generale, oltre a individuare gli strumenti di intervento, dovrà indicare anche il rapporto tra costi e benefici e tenendo conto dell’attuale situazione economico-finanziaria e normativa; impegna il Sindaco, nell’ambito e nei limiti delle sue funzioni e prerogative, a sottoscrivere tutti quei documenti programmatici promossi dagli enti e dalle istituzioni sopracitate finalizzati allo scambio di buone pratiche e al raggiungimento degli obiettivi elencati.

3 Oltre al Manifesto, l’amministrazione comunale ha realizzato anche un video finalizzato a promuovere questa vision; il video è disponibile all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=wifvboGAYWk.

5 Nel sito dell’iniziativa è possibile trovare tutti i video e consultare il report finale. L’iniziativa si ripeterà anche nei prossimi anni.

6 Accetturo A., Menon C., “Il nord est nel confronto europeo”, in Banca d’Italia, L’economia del Nord Est, numero 8, ottobre 2011.