La partecipazione e l’organizzazione dell’ente locale

3.1 I nodi problematici per un patto partecipato

Quanto detto in premessa e nel primo capitolo non può che portare a una conclusione: il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Santorso non può che essere partecipato, sia nella sua elaborazione sia nella sua implementazione.

Costruire processi partecipativi è uno slogan facile e di uso corrente, ma passare dalle parole ai fatti non è affatto scontato. Tante, infatti, sono le variabili che entrano in gioco e che possono pregiudicare questa prospettiva.

Vi è, innanzitutto, il nodo della fiducia tra pubblica amministrazione e attori sociali; in questo caso, a essere in gioco è prima di tutto la credibilità dell’ente agli occhi del cittadino e la sua autorevolezza nel proporre prospettive e visioni di lungo periodo.

Non va sottovalutato, poi, l’aspetto economico. In tempi di crisi economica non soltanto diventa difficile realizzare interventi di efficientamento energetico e investimenti nelle fonti rinnovabili, ma queste azioni escono dalla scala delle priorità di gran parte della cittadinanza, alle prese con questioni socialmente più urgenti come l’assenza di lavoro e le difficoltà nella gestione del reddito familiare. Se sono vere le premesse di questo documento, si tratta di un circolo vizioso che, in questo caso, si autoalimenta, con la crisi economica che è il risultato di scelte poco lungimiranti e la ricerca di forme e stili di vita maggiormente sostenibili che rappresenterebbe la naturale via d’uscita a questa situazione, senza però che quest’ultima venga perseguita.

All’aspetto economico si lega quello sociale. Spesso, negli ultimi decenni, abbiamo assistito – anche nel nostro Paese – alla drammatica contrapposizione tra ambiente e lavoro, nella quale diritto alla salute (e, quindi, anche la tutela dell’ecosistema) e diritto al lavoro si sono trovati in conflitto. Si tratta di una contraddizione artificiale, con scelte industriali poco lungimiranti e orientate al profitto a breve termine, incapaci di vedere nella ricerca e nell’implementazione di soluzioni innovative e sostenibili le vere opportunità di benssere. Senza ricorrere ai tanti esempi contemporanei, uno storico può essere esemplificativo: è quello dell’amianto, materiale cancerogeno che – anche dopo la scoperta della sua pericolosità per la vita e l’ambiente – è restato in produzione per molti anni provocando un numero altissimo e inaccettabile di morti.

Questa contraddizione va sfatata con alcuni semplici dati: secondo Enea il 38% delle assunzioni nel 2011 sono riconducibili al settore ambientale e, tra il 2010 e il 2020, si prevedono 160 mila nuovi posti di lavoro, mentre i dati di Unioncamere dicono che l’economia verde in Italia vale già l’1 % del PIL. Si tratta di numeri che, in un contesto di crisi permanente, mettono in luce un assunto che è alla base di questo Paes: la riconversione ecologica è lo strumento per costruire benessere e lavoro.

Non va dimenticato l’aspetto politico implicito nell’elaborazione e nell’implementazione di un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile. Il raggiungimento degli obiettivi, infatti, richiede una costante volontà politico istituzionale e la capacità di individuare, giorno dopo giorno, i nessi strategici attraverso una visione di lungo periodo che, non sempre, può trovare riscontri nel corso di un solo mandato amministrativo.

Infine, vanno tenute in considerazione le diversità tra stakeholders: nel territorio, infatti, agiscono una pluralità di attori con prospettive e – in alcuni casi – interessi diffedenti e potenzialmente in conflitto, forme organizzative differenziate, gradi di sensibilità diversi. Questa moltitudine di punti di vista va non solo considerata, ma deve trovare un orientamento generale condiviso in grado di creare una cornice unitaria all’interno della quale ognuno di essi possa agire.

3.2 Coinvolgimento degli stakeholders istituzionali

Un primo nodo è quello del coinvolgimento degli stakeholders istituzionali che agiscono nel territorio comunale. Ci riferiamo, in particolare, alle categorie economiche e alle forze sindacali, all’associazionismo e ai gruppi formali.

In questo caso, l’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di condividere con questi soggetti la vision strategica di lungo periodo, nella consapevolezza che soltanto azioni multilivello possono favorire l’implementazione di pratiche complete. Per questa ragione, in fase di stesura del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile il Comune di Santorso ha promosso momenti di discussione e confronto con i rappresentanti di queste realtà, durante i quali sono state approfondite le prospettive verso le quali guarda ciasun attore. E’ obiettivo dell’amministrazione raggiungere con queste reatà accordi di collaborazione sostanziale per l’implementazione di alcune specifiche azioni presentate nel PAES e giungere a uno spazio di confronto permanente capace di verificare, passo dopo passo, i risultati raggiunti e le opportunità da cogliere.

Non va dimenticato, poi, la ricca rete dell’associazionismo locale e del volontariato che, a Santorso, coinvolge centinaia di persone. Con esse, l’amministrazione intende continuare a costruire iniziative comuni, nella convinzione che in questo caso lo spazio del fare insieme possa essere anche l’opportunità per condividere obiettivi e prospettive, valorizzando il Forum delle Associazioni, strumento di confronto tra Comune e tessuto associativo.

3.3 Coinvolgimento delle strutture comunali

Il ruolo dell’apparato tecnico dell’amministrazione è, evidentemente, centrale per raggiungere gli obiettivi del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile. Questo impegno riguarda non solo le prestazioni energetiche della struttura pubblica, non esente da sprechi e margini di efficientamento sia nelle sue infrastrutture sia negli stili di lavoro dei dipendenti. Centrale è anche il ruolo di attivatore che gli uffici comunali possono giocare nel contesto locale, se questi ultimi sanno acquisire le conoscenze e gli strumenti per proporre e promuovere innovazione e cambiamento sia nei cittadini sia nelle imprese. In questo senso, la formazione continuativa rappresenta un aspetto centrale e un investimento imprescindibile per mettere il Municipio nelle condizioni di essere il nodo centrale intorno al quale costruire una comunità integrata e sostenibile.

3.4 Coinvolgimento delle società di servizi

Alcuni dei servizi essenziali alla cittadinanza sono forniti da società consorziali a proprietà pubblica: ci riferiamo, in particolare, ad Alto Vicentino Servizi (che gestisce il servizio idrico), Alto Vicentino Ambiente (che si occupa della raccolta e differenziazione dei rifiuti) e Pasubio Group (che eroga l’energia elettrica). Queste società, proprio per i servizi che offrono, ricoprono un ruolo centrale nell’opportunità di abbattere le emissioni nocive. Il loro ruolo non è soltanto strutturale – miglioramento ed efficientamento delle proprie strutture di servizio – ma anche sociale, grazie alla capacità intrinseca alle loro attività quotidiane di influenzare i comportamenti e gli stili di vita delle famiglie.

A queste società si aggiunge Pasubio Tecnologia che gestisce i servizi informatici dei comuni dell’altovicentino. Si tratta di aspetti importanti nell’ambito del PAES che devono trovare adeguate risposte nelle virtualizzazione e dematerializzazione dei procedimenti amministrativi e nell’implementeazione di sistemi di green-computing.

Per queste ragioni, le società di servizi rappresentano altrettanti attori che l’amministrazione comunale intende coinvolgere attivamente nella realizzazione delle azioni previste dal PAES.

3.5 La progettazione partecipata

Un aspetto particolarmente importante è rappresentato dalle forme di coinvolgimento attivo della cittadinanza. Si è già detto, infatti, che consapevolezza e partecipazione rappresentano nodi fondamentali per costruire cambiamenti strutturali capaci di trasformare il nostro territorio in una comunità integrata e sostenibile.

In questo senso, è necessario innanzitutto tracciare una linea di separazione tra la consultazione e la partecipazione attiva. Entrambe le categorie hanno un’accezione positiva e riguardano il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile che il Comune di Santorso intende implementare, ma esse rispondono a bisogni diversi che vanno chiaramente identificati.

La consultazione è utile laddove è necessario acquisire un’opinione, un punto di vista, individuando qual è la sensazione diffusa. Può servire a orientare la progettazione, a individuare i nodi problematici, a evidenziare il grado di sensibilità. Ma, essa, non esaurisce lo spazio della partecipazione, soprattutto se si ragiona in un’ottica di democrazia deliberativa. L’amministrazione intende continuare a sperimentare pratiche di partecipazione attiva, diretta e continuativa, nella quale le stesse forme delle modalità decisionali siano oggetto di discussione e confronto con la cittadinanza. In questo senso, va ricordata la positiva esperienza della Scuola dei Beni Comuni, un’iniziativa che – a partire da una proposta dell’amministrazione comunale – ha visto la partecipazione costante di alcune decine di persone nella costruzione dell’iniziativa, nel suo svolgimento e nella prosecuzione successiva delle attività discusse e condivise. In questo senso, ci preme ricordare alcuni concetti richiamati dal costituzionalista Stefano Rodotà, che definisce la democrazia rappresentativa e quella diretta come democrazia intermittente e parla, invece, di democrazia continuativa come dello spazio nel quale promuovere e favorire l’attivismo civico e la partecipazione quotidiana dei cittadini alla gestione dei beni comuni. Quest’ultima, non è una definizione, bensì un processo; e un processo non può che essere il frutto delle relazioni sociali nelle quali è immerso e dalle quali prende forma.

Fatte queste premesse, l’amministrazione comunale ritiene particolarmente interessante, nell’ambito del PAES, promuovere lo strumento della progettazione partecipata come meccanismo in grado di attivare processi di democrazia continuativa. La progettazione partecipata è una prospettiva già sperimentata in altri territori e dotata di una pluralità di strumenti e approcci. Nel caso di Santorso, appare interessante costruire un percorso composto delle seguenti fasi:

PRIMA FASE: CONOSCERE SANTORSO

Si tratta di una fase di ricerca finalizzata ad approfondire, attraverso interviste, le conoscenze e la sensibilità della popolazione in riferimento ai temi del Patto dei Sindaci, gli stili di vita e gli elementi problematici legati alla quotidianità (sempre in riferimento a questioni riferite agli obiettivi del PAES); le interviste hanno anche l’obiettivo di realizzare una mappa di tutti i possibili stakeholders da coinvolgere nel progetto partecipativo, definendo in particolare quelli che potrebbero essere gli attori chiave capaci di promuovere il cambiamento. Particolare importanza dovrà essere data all’individuazione delle leve che possono favorire il coinvolgimento.

Le interviste dovranno coinvolgere un numero minimo di 25 famiglie rappresentative della comunità locale; oltre a queste, ulteriori interviste andranno realizzate con tutti quegli attori che possono dare un contributo significativo a questa prima fase di outreach. Questo percorso conoscitivo sarà realizzato con l’ausilio di volontari e coordinato dal gruppo di lavoro comunale sul PAES.

SECONDA FASE: DISSEMINAZIONE DI PRIMO LIVELLO

Una volta concluso il lavoro di outreach e individuati i principali nodi tematici, appare importante implementare una formazione mirata ad alcuni attori che, per il loro ruolo nel territorio, possono contribuire a disseminare informazioni e sensibilità intorno alle questioni oggetto del progetto, favorendo così la crescita di un clima culturale favorevole alle iniziative che verranno adottate. Ci si riferisce, in particolare, ai dipendenti comunali, ai fornitori di servizi e al mondo dell’associazionismo che, proprio grazie al quotidiano incontro con la cittadinanza, possono, se dotati di alcune conoscenze specifiche, contribuire a diffondere una maggiore sensibilità intorno a questioni come l’efficientamento energetico, le energie rinnovabili, gli stili di vita virtuosi. Tale formazione dovrà essere tecnica e dovrà dare ai destinatari dell’intervento strumenti e conoscenze per proporre e suggerire ai cittadini le opportunità legate ai temi dell’abbattimento dell’impronta ecologica delle proprie attività quotidiane. Per citare alcuni esempi, potranno essere temi di formazione le opportunità di efficientamento energetico degli edifici, l’introduzione di energie rinnovabili, le classi energetiche degli elettrodomestici, le opportunità di mobilità sostenibile.

TERZA FASE: ATTIVARE LA PARTECIPAZIONE

Alla luce dei risultati del lavoro di outreach, sarà realizzato un panel di attori da coinvolgere in una prima fase nella progettazione partecipata. Attraverso l’utilizzo dell’Open Space Technology1 si cercheranno di individuare i principali nodi problematici per la riduzione delle emissioni di CO2 partendo dall’esperienza quotidiana di ognuno e di individuare e disegnare un determinato scenario possibile realizzato entro un termine condiviso. Individuate le caratteristiche dello scenario, sarà necessario accennare le azioni per realizzarlo.

QUARTA FASE: DISSEMINAZIONE DI SECONDO LIVELLO

A partire da quanto emerso durante la Open Space Technology, si proporranno agli stakeholders coinvolti una serie di approfondimenti e momenti di conoscenza con esperti nelle singole materie, finalizzato a dotare i partecipanti degli strumenti conoscitivi indispensabili per passare alla fase progettuale.

QUINTA FASE: LA PROGETTAZIONE

Saranno attivati dei focus group monotematici – uno per ciascuna azione immaginata – che avranno il compito di progettare nel dettaglio gli interventi, le iniziative e i tempi di realizzazione, individuando attori, risorse e strumenti necessari.

SESTA FASE: IL PATTO

Le azioni progettate dovranno essere sottoposte a verifica di tutti gli attori che hanno preso parte al percorso, attraverso un momento plenario che verifichi la fattibilità e ratifichi gli impegni. Questo lavoro sarà concretizzato nella stesura del “Patto dei cittadini per una comunità integrata e sostenibile” che, una volta concluso, sarà sottoscritto da tutti gli stakeholders. In questa fase gli stakeholders dovranno individuare – e inserire all’interno del Patto – anche le modalità per la nascita e la gestione del tavolo permamente dei portatori di interesse e dei gruppi di lavoro richiamati tra gli obiettivi del progetto.

SETTIMA FASE: RATIFICA ISTITUZIONALE

Il “Patto dei cittadini per una comunità integrata e sostenibile” dovrà essere approvato, con delibera, dal consiglio comunale di Santorso e entrare a far parte del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile.

L’amministrazione comunale intende coinvolgere la cittadinanza – e, in particolare, le nuove generazioni – nella stessa fase di implementazione del percorso di progettazione partecipata: intervistatori e facilitatori, infatti, saranno individuati tra i giovani coinvolti dal progetto dell’amministrazione “Servizio in Comune”, formati e coordinati dal gruppo di lavoro comunale sul PAES. Tale attività rappresenterà un “progetto speciale” nell’ambito di “Servizio in Comune”. Alla luce dei risultati ottenuti si potrà valutare la creazione dell’albo comunale dei facilitatori alla partecipazione.

In altre parole, è evidente che il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Santorso sarà un work in progress, caratterizzato da alcune idee di partenza che, nel corso dei prossimi anni, saranno verificate, valutate, modificate in base alle capacità dell’amministrazione stessa di attivare processi di democrazia continuativa capaci di favorire comportamenti virtuosi, stili di vita efficaci, crescita della consapevolezza e della sensibilità interno al tema dei beni comuni.

3.6 L’organizzazione interna del Comune di Santorso

Evidentemente, per raggiungere obiettivi così complessi e impegnativi il ruolo dell’ente locale – sia nella sua parte politica sia nella sua struttura amministrativa – risulta centrale e fondamentale. Per questa ragione, l’amministrazione comunale intende costruire una struttura organizzativa e gestionale del Piano per l’Enegia Sostenibile capace di attraversare trasversalmente tutte le aree funzionali del Comune e di coinvolgere attivamente gli amministratori.

Per quel che riguarda la realizzazione di questo piano, l’amministrazione ha optato per una struttura snella e flessibile in grado da una parte di lavorare agevolmente, dall’altra di aprire il percorso di coinvolgimento sia dei dipendenti comunali sia dell’associazionismo locale e della cittadinanza. In particolare, la Giunta comunale ha delegato l’assessore alla partecipazione Paolo Manza per quanto riguarda il coordinamento politico/istituzionale del percorso di realizzazione del Piano d’Azione e ha costituito un gruppo di lavoro intersettoriale formato da tre dipendenti di diversi uffici: Marco Palma (Affari Generali), coordinatore del gruppo, Marcella Sala (Ufficio Tecnico e Lavori Pubblici), Anna Dalla Vecchia (Ufficio Edilizia Privata e Commercio).

Il gruppo di lavoro interno è stato affiancato dal team di Sogesca srl la cui collaborazione è stata formalizzata con una convenzione nell’ambito del progetto Covenant CapaCITY che Sogesca ha promosso in partenariato con ICLEI Europe (associazione di Comuni per lo sviluppo sostenibile) e che è finanziato n nell’ambito del programma Energie Intelligenti per l’Europea.

Il gruppo di lavoro – che si è riunito con cadenza mensile – ha a sua volta coinvolto i colleghi nei rispettivi uffici nella pianificazione delle azioni e ha promosso, nel territorio, alcuni incontri sia con la cittadinanza sia con le associazioni di categoria e i gruppi attivi per condividere obiettivi, modalità, prospettive e progettualità del Paes.

Per quanto riguarda l’implementazione delle azioni progettuali, invece, l’amministrazione intende lavorare attraverso il coinvolgimento attivo. Ciascun ufficio comunale deve contribuire agli obiettivi di questo piano, non solo da un punto di vista di competenze, ma anche e soprattutto perché il ruolo dell’ente municipale è anche quello di essere d’esempio per il territorio che amministra.

Il gruppo di lavoro interno, perciò, sarà mantenuto in funzione e avrà il compito di monitorare e coordinare l’attuazione delle singole azioni. L’amministrazione, inoltre, intende promuovere per i propri dipendenti appositi momenti formativi finalizzati ad accrescere la conoscenza e la consapevolezza intorno ai temi della sostenibilità e della riduzione dell’impronta ecologica della comunità locale.

E’ intenzione dell’amministrazione, inoltre, farsi promotrice di un percorso intercomunale finalizzato alla realizzazione di un Patto d’Area dell’Altovicentino che abbia i suoi strumenti organizzativi e gestionali. Obiettivi ambiziosi come quelli descritti in questo documento, infatti, non possono essere raggiunti nell’autarchia delle singole amministrazioni comunali, ma necessitano di una vision strategica di ampio respiro già descritta nei capitoli precedenti. Questa amministrazione ritiene che l’area dell’altovicentino debba dotarsi di un’organizzazione sinergica e di strumenti adeguati per dare concretezza alla comunità integrata e sostenibile che vogliamo costruire e capaci di coinvolgere attivamente tutti gli stakeholders e la cittadinanza.

1 L’Open Space Technology è una metodologia che permette, all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione, di creare gruppi di lavoro (workshop) e riunioni (meeting) particolarmente ispirati e produttivi. È stato sperimentato negli ultimi vent’anni in differenti paesi del mondo, impiegato nella gestione di gruppi composti da un minimo di 5 a un massimo di 2000 persone, in conferenze della durata di una, due o anche tre giornate. Si tratta di una metodologia innovativa poiché in tal modo le persone tendono a non annoiarsi e, anche grazie a un clima piacevole, in tempi relativamente brevi esse producono un documento riassuntivo di tutte le proposte/progetti elaborati dal gruppo, l’instant report. Documento che oltre alla sua utilità pratica diviene testimonianza di un lavoro fatto e garante degli impegni presi. Maggiori informazioni sono disponibili su Wikipedia all’indirizzo http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Space_Technology