A11. Riconversione ecologica del tessuto industriale

Un’azione rivolta alla riconversione ecologica del tessuto produttivo non può che essere immaginata in un’ottica sovracomunale. Il territorio altovicentino, infatti, ospita una delle più vaste aree industriali del nord Italia; disteso sui territori di diversi Comuni (Santorso, Schio, Thiene), il tessuto produttivo locale è caratterizzato prevalentemente da piccole e medie imprese manifatturiere, con alcuni significativi esempi di eccellenza. L’industrializzazione dell’altovicentino, però, non è riconducibile soltanto al modello dei distretti industriali veneti, protagonisti negli anni Ottanta e Novanta del XX secolo di un dinamismo studiato in tutto il mondo, ma ha anche lontane radici storiche che affondano nella tradizione tessile progettata e realizzata da imprenditori come Alessandro Rossi. In questo senso, il complesso industriale territoriale rappresenta un interessante intreccio tra tradizione e innovazione, esperienza storica e nuova imprenditorialità.

Attualmente nell’Altovicentino operano 5.800 imprese manifatturiere, pari al 32,7% dell’intero settore della Provincia di Vicenza. Queste operano in diversi ambiti produttivi: dal settore meccanico a quello delle materie plastiche, dal tessile al packaging. Sono inoltre presenti settori particolarmente innovativi quali le nanotecnologie, le energie rinnovabili e alternative, la bioedilizia e la domotica. Tuttavia, l’attuale crisi economica ha creato gravi difficoltà a molte delle aziende presenti sul territorio, creando un cortocircuito nel quale l’innovazione è spesso sacrificata alla sopravvivenza.

Non sfugge, tuttavia, che la vera sfida insiste oggi nel costruire gli strumenti e le premesse per permettere alle PMI di investire a partire dagli impegni assunti dall’Unione Europea ai sensi del protocollo di Kyoto nell’ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici: il benessere di un territorio e il suo futuro industriale e produttivo, in altre parole, sono intrinsecamente legati alla sua capacità di riconversione ecologica. Ricercare l’abbattimento delle emissioni e la realizzazione di prodotti a bassa o nulla impronta ecologica rappresenta la strada per immaginare un distretto industriale che guarda al 2020 all’interno delle sfide poste dall’Unione Europea.

Va sottolineato che questo obiettivo non insiste soltanto nella sfera dell’imprenditorialità, ma ha a che fare con la capacità di costruire nuove relazioni tra pubblico e privato capaci di costruire strumenti di governo del territorio capaci, contemporaneamente, di incentivare la riconversione ecologica e di creare nuove opportunità per le imprese, con particolare attenzione a quelle giovanili. In questo senso, particolarmente importante appare la costruzione di un sapere condiviso e collettivo sui vantaggi e le opportunità legate all’abbattimento dell’impronta ecologica e alla promozione di un territorio sensibile alla tutela dell’ambiente e del paesaggio; questo sapere, infatti, rappresenta la premessa imprescindibile per l’elaborazione di strumenti condivisi e la loro realizzazione attraverso un investimento comune di enti pubblici e realtà profit.

Obiettivi

Costruire un modello di governance ambientale per lo sviluppo dei territori delle regioni europee orientato alla riconversione ecologica è l’obiettivo di questo progetto. I promotori si impegnano a realizzare strumenti e azioni finalizzate a combattere i cambiamenti climatici e a sperimentare opportunità innovative che è possibile realizzare in altri territori d’Europa; i proponenti intendono promuovere azioni finalizzate a fare del territorio di riferimento del progetto un esempio di rispetto dell’ambiente e abbattimento delle emissioni, cercando di ridurre sempre più l’impronta ecologica dovuta alle attività produttive e trasformando i vincoli ambientali delle direttive europee e della normativa nazionale in opportunità per il rilancio economico del territorio, dimostrando che sostenibilità ambientale e promozione del benessere possono essere complementari.

Descrizione dell’azione

Per raggiungere questi obiettivi l’amministrazione comunale ritiene fondamentali le seguenti azioni:

1. REALIZZAZIONE DI STRUMENTI DI CONOSCENZA

Realizzazione di uno studio sul distretto industriale altovicentino e successivo sviluppo di una banca dati che metta a disposizione di tutti gli stakeholders informazioni sulle imprese, sui sistemi produttivi e sui prodotti, per favorire la ricerca di soluzioni e sinergie nel campo dell’innovazione, della ricerca di prodotto, dello sviluppo di collaborazioni energetiche inter-aziendali.

2. FORMAZIONE PERMANENTE PER LA RICONVERSIONE ECOLOGICA

Realizzazione di percorsi di sensibilizzazione e formazione permanente in grado di mettere a disposizione del tessuto produttivo locale figure altamente preparate nel campo dell’energy management, del fundrising e dell’accesso a opportunità di finanziamento e di credito, con l’obiettivo di gettare le premesse per promuovere un centro di formazione d’eccellenza – l’Università dei Beni Comuni e del microcredito – a disposizione del territorio altovicentino e capace di dare alle nuove generazioni strumenti e opportunità per sperimentarsi nel campo delle produzioni sostenibili, anche attraverso modalità innovative come il coworking.

Nello specifico utilizzo di Villa Rossi a Santorso e degli spazi del Lanificio Conte a Schio come futura sede dell’Universita’ dei Beni Comuni e del microcredito che ha l’obiettivo di erogare formazione a giovani diplomati/neolaureati. Creazione di uno spin off dell’università composto da quei giovani iscritti che si sono rivelati più brillanti in sede di corso e che si occuperà di offrire al territorio e alle PMI strumenti di consulenza, assistenza, sostegno alla progettazione e alla costruzione di sinergie produttive locali, nazionali ed europee.

3. STUDIO LCA E PROPOSTA DI PCR SU UN SETTORE SIMBOLO

L’azione prevede lo studio degli impatti generati durante il ciclo di vita del settore industriale oggetto di questo progetto: la meccatronica. Lo studio verrà effettuato considerando un prodotto “tipo”, ovvero un prodotto con caratteristiche medie (es. quantità materiali, consumo energetico) rappresentative del settore. Sulla base dei risultati di questa analisi sarà sviluppata una proposta di PCR da sottoporre a consultazione pubblica a supporto della certificazione EPD per lo stesso settore, al fine di generare un caso-pilota che possa essere un’esperienza di riferimento nel panorama produttivo altovicentino.

4. MICROCREDITO E MONETE ALTERNATIVE

Costruzione di strumenti di accesso facilitato al credito che permettano alle PMI di avere gli strumenti per investire nella riconversione ecologica. Progettazione, sviluppo e implementazione di una moneta locale volontaria finalizzata a favorire le transazioni tra aziende del territorio e tra queste ultime e i consumatori locali. Creazione di un accordo con le banche del territorio per la realizzazione di un borsino del microcredito.

5. ISTITUZIONE DEL TAVOLO COMUNE PER LA RICONVERSIONE ECOLOGICA PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO: UN PATTO D’AREA

Progettazione, condivisione e implementazione di un tavolo di governance locale capace di coinvolgere i principali stakeholders istituzionali, economici e sociali presenti nel territorio e interessati a costruire una coalizione per la riconversione ecologica e il rilancio economico grazie al tema dell’efficienza energetica; attraverso il tavolo si punta a identificare e implementare strumenti per promuovere e favorire l’investimento delle aziende sull’efficienza energetica, la produzione di energie rinnovabili, l’eco-design, anche attraverso la realizzazione di protocolli e regolamenti condivisi. Lo scopo del tavolo è di promuovere l’altovicentino e il suo tessuto produttivo, anche con lo sviluppo di nuove filiere produttive e l’investimento nella ricerca e nell’innovazione, attraverso la promozione della sua immagine come territorio della riconversione ecologica, implementando anche la diffusione dei principali marchi di sostenibilità europei; si vuole, inoltre, promuovere la realizzazione di un Patto dei Sindaci d’area che coinvolga i firmatari e i Comuni che non hanno ancora aderito, favorendo la realizzazione di linee guida e obiettivi comuni sul tema dello sviluppo economico e della presenza produttiva, anche immaginando la realizzazione di un sistema di monitoraggio comune dell’impronta ecologica e la costruzione di strumenti di promozione territoriale che favoriscano la riconoscibilità delle aziende operanti nel territorio.

E’ evidente che azioni di questo tipo – che coinvolgono un’ampia platea di attori istituzionali e privati – necessitano da una parte di percorsi politici e istituzionali capaci di coinvolgere tutti gli stakeholders, dall’altra di adeguate risorse reperibili in programmi nazionali e comunitari.

Aspetti gestionali

Tempi (fine, inizio e milestones)

Entro il 2020

Stima dei costi

€ 1.000.000,00

Modalità di finanziamento

Bandi e programmi comunitari

Responsabile attuazione

Ufficio Affari Generali

Modalità monitoraggio

Promozione delle azioni sopradescritte con l’avvio di progetti specifici